Villa Torlonia, sulla via Nomentana,  è una dimora storica tra le più sontuose della capitale. I Torlonia,  veri mecenati del XIX secolo, per realizzare questa dimora chiamarono i migliori artisti ed architetti presenti a quel tempo sulla scena romana e italiana.  Grandi architetti come G. Valadier, G. B. Caretti, G. Jappelli e Q. Raimondi si avvicendarono per plasmare l'attuale aspetto della villa.  Dal 1925 al 1944 fu la residenza di Benito Mussolini ma, alla fine della 2a guerra mondiale, l'intero complesso della villa fu chiuso e cadde in un grave stato di degrado e abbandono. Dopo l'acquisizione della proprietà al patrimonio del Comune di Roma, negli anni 90 fu dato l'avvio alla grande operazione di progressivo ripristino dell'intero complesso. Il contributo della SAC si inquadra in questo contesto, nella difficile e impegnativa opera di recupero di uno dei più preziosi e danneggiati edifici presenti nel parco: Il Teatro privato della famiglia Torlonia. Progettato dal Raimondi nel 1840, decorato da Costantino Brumidi (lo stesso pittore del Capitolium di Washington) questo edificio dalle molteplici funzioni, compreso quello di aranciera, serra e giardino d'inverno, è stato riportato all'originario splendore con i lavori compiuti dallo staff tecnico della SAC dal 2007 al 2010. L’intervento ha previsto, oltre al restauro, l'installazione di moderni impianti di condizionamento realizzati senza alcuna interferenza con la percezione dello spazio architettonico. Nuovi impianti elettrici e speciali, a servizio delle funzioni teatrali ed annesse, la realizzazione delle nuove strutture portanti in legno della platea e del palcoscenico, il difficile rinforzo strutturale della decorata copertura a volta, il rifacimento della cosiddetta “serra da muro” e il restauro degli elementi costruttivi esterni e interni. Oggi il Teatro Torlonia è un laboratorio vivo di sperimentazione artistica e culturale che accoglie artisti e autori da ogni parte del mondo.