Il Comune di Roma, in collaborazione con la Comunità Ebraica e varie associazioni, ha promosso la realizzazione del Museo Nazionale della Shoah, destinato alla memoria e alla conoscenza della tragedia dell’Olocausto.
L’intervento si sviluppa su un lotto comunale adiacente a Villa Torlonia, in prossimità della Casa delle Civette, con accessi da via Alessandro Torlonia e via Nomentana.
Caratteristiche progettuali e funzionali.
Il complesso museale si compone di due corpi principali interrelati:
- Una “scatola nera” espositiva, sollevata da terra e rivestita con i nomi dei deportati;
- Un volume a torre che funge da ingresso e ospita parte dell’esposizione.
L’edificio si sviluppa su quattro piani fuori terra e quattro interrati, per un’altezza complessiva di circa 27 metri dalle fondazioni. La conformazione è poligonale e irregolare, anche in elevazione.
Distribuzione interna delle funzioni:
Piani interrati:
- IV e III interrato: autorimesse, locali tecnici e depositi;
- II interrato: grande spazio espositivo;
- I interrato: uffici, archivio, sala conferenze modulabile e area espositiva.
Piani fuori terra:
Piano terra: foyer, caffetteria, uffici e inizio dello scalone centrale che guida il visitatore lungo un percorso discendente continuo fino all’esposizione principale.
Accessibilità e percorsi.
Elemento distintivo del progetto è l’accessibilità totale per soggetti con disabilità. Il percorso museale inizia da Villa Torlonia, attraverso un varco nel muro presso la Casa delle Civette, e continua lungo un cammino dedicato ai “giusti” che conduce all’ingresso del museo.
All’interno, i percorsi e le rampe garantiscono la fruibilità senza barriere, mentre ascensori, scale di emergenza e condotti impiantistici sono disposti alle estremità della “scatola nera” per razionalizzare i flussi e gli impianti.

