L’edificio, progettato nel 1881 e sottoposto a tutela dalla Soprintendenza, era stato inizialmente destinato a museo agrario, poi utilizzato come sede del Servizio Geologico Nazionale, ma da diversi decenni non era più in uso.
L’intervento ha avuto l’obiettivo di restituire nuova vita all’immobile, assegnandogli una nuova funzione compatibile con la sua architettura originaria, nel rispetto dei principi della “conservazione integrata”, in linea con la Dichiarazione di Amsterdam e la Carta europea del patrimonio architettonico del 1975. Questi documenti sottolineano come il restauro debba essere affiancato dall’attribuzione di un nuovo uso, per garantire la sopravvivenza dell’edificio nel tempo, come sancito anche dalla Carta del Restauro del 1972 (art. 4).
I lavori sono stati articolati in quattro fasi operative, tutte completate:
- Fase 1: sono state eseguite le attività di strip-out, il restauro della facciata principale su Largo di Santa Susanna e la demolizione di un corpo aggiunto che ostruiva il distacco con il Ministero delle Politiche Agricole.
- Fase 2: ha previsto gli interventi strutturali, tra cui la realizzazione del solaio al primo piano, l’inserimento di nuovi portali e architravi per adeguare le murature alle nuove esigenze funzionali, opere in cemento armato nella zona della cisterna, la costruzione di una nuova scala in carpenteria metallica e il rinforzo della scala principale (scala A). In questa fase è stato completato anche il restauro della facciata sul lato adiacente al Ministero delle Politiche Agricole.
- Fase 3: è stato realizzato un nuovo corpo in cemento armato sul lato prospiciente il Ministero, insieme alle opere civili e impiantistiche necessarie alla nuova funzionalità dell’edificio.
- Fase 4: si è proceduto con le finiture interne, tra cui la posa dei pavimenti e dei rivestimenti.
L’intero intervento ha permesso di restituire piena funzionalità e valore a un importante edificio storico, conciliando conservazione, sicurezza e nuova destinazione d’uso





