Il Rosewood Roma sorgerà nel cuore della capitale, in Via Veneto, all’interno dell’ex sede centrale della Banca Nazionale del Lavoro (BNL). Il progetto prevede la trasformazione e riqualificazione di un intero isolato composto da tre edifici storici risalenti ai primi del Novecento, progettati dal celebre architetto e urbanista Marcello Piacentini. L’intervento mira a preservare e valorizzare l’eredità architettonica originaria, integrandola con elementi di design contemporaneo.
La realizzazione dell’hotel è frutto della collaborazione tra diverse realtà di rilievo. La gestione è affidata al gruppo alberghiero di lusso Rosewood Hotels & Resorts, su incarico della società di gestione del risparmio Antirion Sgr. Il coordinamento generale del progetto è seguito da Colliers International, mentre il progetto architettonico è stato affidato allo studio Jacobs. Gli interni porteranno la firma dello studio australiano BAR Studio, noto per il suo approccio raffinato e attento al contesto storico.
Una volta completato, il Rosewood Roma disporrà di 155 camere, tra cui 51 suite, pensate per offrire un’esperienza di soggiorno esclusiva. L’offerta gastronomica sarà articolata in tre locali per la ristorazione: un bistrot italiano contemporaneo, un lobby bar con caffetteria e un rooftop bar con terrazza panoramica, da cui sarà possibile ammirare la città dall’alto.
Uno degli elementi centrali del progetto sarà l’area wellness, sviluppata su più livelli. Tra le novità più interessanti figurano una piscina/spa sul tetto, una terrazza benessere, un moderno centro fitness e delle terme romane reinterpretate in chiave moderna, che sorgeranno negli spazi che un tempo ospitavano il caveau della banca.
Attualmente, i lavori sono ancora in corso e si stanno finalizzando gli ultimi dettagli. L’apertura dell’hotel è prevista per fine 2026.
Generalità
Il complesso immobiliare in esame è sito in Roma, Municipio I, compreso tra via Veneto n° 111-119, via Versilia n° 5, via di S. Basilio n° 19-23, e via Bissolati n° 2, rientra in
un’operazione generale di riqualificazione e valorizzazione consistente nella conversione dell’intero edificio in struttura turistico ricettiva.
Le attività sono iniziate ad aprile 2019 con le opere di strip out dell’intero fabbricato. Sono proseguito da novembre 2019 con le opere di consolidamento strutturale oltre agli interventi di restauro e risanamento conservativo di facciate e coperture autorizzati con provvedimento del MIBACT Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma. Nell’ultimo periodo si stanno svolgendo le attività di FIT-OUT che si concluderanno nel 2026.
Il complesso immobiliare in oggetto è formato dalla fusione urbanistica e funzionale realizzata negli anni ’50-’60 di tre distinti edifici (denominati Edificio A, Edificio B e Edificio C) differenti l’uno dall’altro per epoca di costruzione, linguaggio architettonico, schema planimetrico, numero dei piani e relative quote altimetriche interne ed esterne. L’edificio A, sicuramente di maggior pregio architettonico rispetto agli altri, è stato realizzato tra il 1933 e il 1936 su progetto dell’Architetto Marcello Piacentini. Situato in una posizione d’angolo tra via Bissolati e via Vittorio Veneto, il complesso copre un’area di circa 1780 mq con un volume di circa 5300 mc e si articola in sei piani fuori terra, un piano seminterrato ed un ulteriore livello completamente interrato. L’accesso allo stabile avviene tramite due portoni principali rispettivamente su via Veneto e via Bissolati e un ingresso carrabile attestato su via San Basilio. Lo schema planimetrico si presenta regolare: su un lotto trapezoidale, l’edificio si sviluppa con un corpo di fabbrica perimetrale intorno ad un ampio cortile centrale ed è servito da un sistema distributivo verticale costituto da una scala monumentale, che dal piano terra si sviluppa a tutti i piani fuori terra (fino al quinto), e una scala secondaria a servizio dei piani fuori ed entroterra. Dal punto di vista strutturale lo stabile è dotato di scheletro portante in calcestruzzo armato e tamponature in laterizio pieno e forato. L’edificio B situato all’angolo tra via Veneto e via Versilia, risale al 1926 ed è frutto del progetto di Ugo Giovannozzi. Il corpo di fabbrica è accessibile al piano terra tramite un ingresso pedonale principale su via Veneto ed al piano seminterrato attraverso ingresso carrabile su via Versilia. Lo schema planimetrico, rigorosamente impostato sull’asse di simmetria dato dall’ingresso, dalla scala interna e dalla chiostrina, in posizione centrale, si articola in maniera regolare per cinque piani fuori terra e un seminterrato. Per quanto riguarda l’aspetto strutturale dell’edificio e la consistenza muraria, questi sono caratterizzati da una struttura portante e tamponature esterne perimetrali in muratura. L’edificio C, situato all’angolo tra via Versilia e via San Basilio, è stato realizzato tra il 1931 e il 1932 e si attesta sul retro dello stabile limitrofo, creando una piccola chiostrina tra i due edifici. Una seconda corte interna si trova all’interno dell’edificio stesso. L’accesso all’immobile avviene al piano S1 tramite un ingresso pedonale su via San Basilio. Lo stabile si sviluppa per sei piani fuori terra, un piano seminterrato e un piano interrato secondo con una struttura e tamponatura in muratura portante. I restauri stanno riguardando i materiali lapidei a pavimento e rivestimento del piano terra, secondo piano e le principali scale dei tre corpi di fabbrica, oltre al restauro dei due caveau principali, dei beni mobili (arredi, lampadari e boiserie) e degli affresci del piano seconda corpo A ad opera di Achille FUNI. Il consolidamento delle strutture con il miglioramento sismico dell’intero fabbricato, in accordo con le vigenti normative antisismiche, senza alterare il valore architettonico della fabbrica e compromettere gli originali storici componenti è stato effettuato con sistema CAM e altre tipologie di intervento: – il consolidamento dei solai – il consolidamento delle coperture in legno – il consolidamento degli elementi murari verticali (anche a faccia vista, anche parzialmente ricostruite con la tecnica dello scuci e cuci e cerchiature in acciaio). Impianti tecnologici per un importo complessivo di € 35.000.000,00 I fabbricati sono stati dotati di impianti tecnologici totalmente nuovi: elettrici e di illuminazione con sistema DALI con gestione scenari, di distribuzione dati, di WI-FI diffusa su tutta l’area, di sonorizzazione e proiezione, di sorveglianza, di sicurezza, di condizionamento, idrico sanitari, antincendio, di gestione centralizzata impiantistica, anche da remoto (BMS). La realizzazione di essi ha rappresentato una sfida particolarmente impegnativa soprattutto dal punto di vista dell’integrazione fra impianti ed ambienti storici decorati in maniera non invasiva e in alcuni casi addirittura invisibile, pur garantendo le alte prestazioni tecnologiche richieste per la funzionalità, il comfort e l’efficienza energetica.
Organizzazione e conduzione del cantiere
Le lavorazioni sono state eseguite in un contesto ambientale estremamente delicato come quello del Centro Storico di Roma all’interno delle mura Aureliane, sotto la sorveglianza continua della Soprintendenza e dei Comitati di Quartiere, estremamente attenti a preservare un bene, che, ancorché assai degradato all’epoca dell’inizio dei lavori, era, tuttavia, reputato patrimonio fondamentale dagli abitanti della zona, oltre che, ovviamente, dalle Autorità Capitoline e dal Municipio competente.










































